domenica 11 ottobre 2020

Qualificazioni Euro 2020: la Norvegia va ko ai supplementari con la Serbia e dice addio agli Europei

Niente da fare: la partecipazione all’Europeo del 2000 in Olanda e Belgio (vittoria con la Spagna e sconfitta con la Jugoslavia prima dello 0-0 con la Slovenia e conseguente eliminazione alla fase a gironi) resterà per almeno altri quattro anni l’unica volta nella storia in cui la Norvegia ha preso parte alla fase finale di un Europeo (per guardare alla fase finale di un grande torneo internazionale, bisogna andare a due anni prima, alla partecipazione al Mondiale di Francia ’98; per l’unico alloro, bisogna invece andare al bronzo all’Olimpiade di Berlino 1936, ma questa è ormai preistoria...) Stavolta, a frapporsi tra la Norvegia e la partecipazione alla fase finale è la Serbia, che in una concitata semifinale playoff a Oslo ha la meglio sui nostri ai supplementari.

Mathias Normann, autore del gol della Norvegia alla Serbia (foto Bildbyrån da www.fotball.no)

 

Eppure, scarsa scarsa la formazione messa in campo da ct Lars Lagerbäck. Niente di incredibile, per carità, però negli anni abbiamo schierato di peggio: là davanti una coppia di attacco come quella formata da Erling Braut Haaland e Alexander Sørloth, supportata da un gioiellino come Martin Ødegaard, non è quanto di peggio lo scenario europeo attuale possa presentare. Poi magari non tutti gli undici che la Norvegia è in grado di schierare sono di livello assoluto, eppure per questa sfida con la Serbia la sensazione che si potesse fare bene c’era.

Del resto, la Norvegia non è stata sicuramente travolta dagli avversari. In un Ullevaal di Oslo che non ha potuto far pesare più di tanto il fattore campo a causa delle porte chiuse a causa delle ben note restrizioni per il coronavirus, la sfida si è giocata a viso aperto in un equilibrio abbastanza marcato. Come spesso accade nelle gare secche a eliminazione diretta, si è badato molto anche a non scoprirsi troppo, ma nel complesso le occasioni da entrambe le parti, pur non essendo copiose, sono arrivate in numero soddisfacente.

Quando a una decina di minuti dal termine lo 0-0 sembrava ormai inscalfibile, un finale scoppiettante dei tempi regolamentari ha regalato parecchie emozioni. Sergej Milinkovic-Savic, entrato in campo da pochi minuti, approfitta di una difesa norvegese non proprio impermeabile per appoggiare in rete da pochi passi sugli sviluppi di una punizione dalla tre quarti. Scorrono già i titoli di coda quando, pochi minuti più tardi, Mathias Normann, anche lui in campo solo dalla ripresa, tira fuori il coniglio dal cilindro, portandosi a spasso l’intera difesa serba e impallinando con un micidiale fendente Predrag Rajkovic, portiere avversario (oltre che del Reims, dove gioca con l’ex nazionale norvegese Valon Berisha, ora elemento di spicco della nazionale del Kosovo).

I supplementari, che erano nell’aria sullo 0-0, diventano realtà sull’1-1 quando ormai sembravanon scongiurati. La Serbia non sembra patire il gol subito allo scadere e affronta l’extra time con un cipiglio che manca alla Norvegia, che pare avere esaurito le ultime forze al 90°. Gli ospiti centrano un palo, poi passano al 102° ancora con Milinkovic-Savic, autore di un pregevole cucchiaio che scavalca in modo beffardo Rune Jarstein, regalando così alla Serbia una vittoria meritata per quanto visto, se non nei 90 minuti regolamentari, nei supplementari.

E ancora siamo qui a rimpiangere il treno perso. Due sfide casalinghe di Nations League (contro Romania domani e Irlanda del Nord mercoledì) ci aspettano subito, prima delle ultime due di novembra (quest’edizione di Nations League non regala qualificazioni a grandi tornei internazionali, ma è meglio onorarla comunque, per lo sport a essere nobili e per il ranking a essere venali). E poi, ovviamente, ci sarà da pensare ai mondiali in Qatar del 2022: esserci non sarebbe male, ma non sarà semplice...

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